sabato 30 aprile 2016

"Neve, cane, piede" a Radio 24

«Non si tratta di una fiaba, piuttosto della descrizione di una vita solitaria, anzi appartata» ha detto tra l'altro Salvatore Carrubba di "Neve, cane, piede" nella radiorecensione trasmessa 10 aprile 2016 .
(Salvatore Carrubba, Un libro tira l’altro, Radio 24 – Il Sole 24 Ore, 10 aprile 2016)

"Neve, cane, piede" su La Stampa Montagna

Su La Stampa Montagne & Meridiani Montagne Camilla Valletti recensisce il romanzo “Neve, cane, piede”.
«La conca in cui Adelmo vive è “abitata da un assembramento muto di idoli di pietra, da conoidi e semisfere di vaga forma umana che poggiano sull’erba schiacciata per sempre e sembrano sorvegliare i rari passaggi”» scrive tra l'altro Camilla Valletti. E ancora: «
Morandini, grazie all’uso di un linguaggio asciutto e molto preciso (si veda per esempio l’elenco degli utensili del vecchio Adelmo, i bigonci, le cavezze, le zangole, le catene, strumenti d’uso che connotano i tempi di un lavoro ormai scomparso), racconta quindi la discesa progressiva nella follia di Adelmo.»

"Neve, cane, piede" su Articolo 33

Sul numero di aprile della rivista “Articolo 33″, pubblicata da Edizioni Conoscenza e di imminente uscita, Marco Fioramanti recensisce Neve, cane, piede.
Scrive tra l'altro Marco Fioramanti: «Ci sarebbero, in realtà, tutti gli ingre­dienti di un giallo o di un noir, ma non è questo, nonostante l’aura di mistero sempre presente, il colore che avvolge e anima l’ultimo piacere alla scrittura di Claudio Morandini. È il bianco l’unico colore di riferimento che acquista e mantiene viva una permeante forza evocativa nella dimensione mitico-fa­volistica del romanzo.
Neve, Cane, Piede è il titolo, secco e didascalico, di questo romanzo breve, ambientato in una vallata alpina. Titolo che rivela subito al lettore i tratti perti­nenti degli accadimenti, ognuno dei quali si avvale della propria, intima, sinestesia comunicativa. Come quei colpi improvvisi, di notte, alla porta di Adelmo Farandola. È la Neve che bussa, lo spesso strato di neve che avvolge tutta la baita e la nasconde al sole fino a renderla un semplice rilievo sulla super­ficie. È la neve che chiede di entrare. Adelmo Farandola si sveglia a quei col­pi. […] Ma quei colpi sono così vaghi e lontani che non sa se li ha sentiti sul serio o li ha sognati, e non sa nemme­no se ora è sveglio sul serio o sta so­gnando di essere sveglio

"Neve, cane, piede" su Ma Però

Sull’eccellente rivista letteraria online Ma Però, Samuela Serri legge con empatica precisione “Neve, cane, piede”.
Scrive tra l'altro Samuela: «Ho letto Neve, cane, piede di Claudio Morandini in poco meno di ventiquattr’ore. Ho letto in autobus, giù dalle scale del treno, in carrozza, su dalle scale del treno, camminando verso il luogo in cui vado ad assumere le mie lezioni quotidiane, di nuovo in treno e a piedi, sulla strada verso casa. Non tanto perché il romanzo sia breve (è breve: ma che questo non costituisca titolo pregiudiziale in nessuno dei due sensi), ma piuttosto perché la sua storia asciutta ma contemporaneamente (e proprio per questo, mi verrebbe da dire) vivida riesce a catturare. In inglese li chiamano unputdownable, ovvero libri che non possono essere posati prima che si sia terminato di leggerli: così è stato per me il romanzo di Morandini.»

"Neve, cane, piede" su Panorama

«Ha un titolo semplice come un haiku e accalappiante come nostalgia di sentori montani. Malghe, alpeggi e bivacchi, rododendri e pastori, volpi e marmotte, antiche cave dismesse. Neve, cane, piede non tradisce le aspettative. Libertà, solitudine e pietraie. Il vuoto vertiginoso. La nettezza sillabica della triade si spalanca su una conca alpina come ce ne sono tante: una valle angusta, preclusa al turismo domenicale salvo qualche indomito alla ricerca di silenzi e di formaggi di malga. Ma lassù c'era una storia da raccontare e l'ha afferrata al volo, portata dal vento o dal caso, Claudio Morandini
Inizia così la bella, approfondita recensione che Michele Lauro ha dedicato al mio "Neve, cane, piede" su Panorama. it.

http://www.panorama.it/cultura/libri/claudio-morandini-neve-cane-piede-la-recensione/

Andrea Pennywise legge "Neve, cane, piede"

Andrea “Pennywise” Sirna, nel suo blog Un antidoto contro la solitudine, ha parlato di Neve, cane, piede.
«Neve, Cane, Piede, l'ultimo romanzo di Claudio Morandini (edito Exòrma) si presenterebbe come l'ennesimo romanzo di montagna. Quel testo dal quale aspettarsi un vecchio uomo in cerca di solitudine, una baita circondata dalla neve e un saggio segugio da accudire tra un pezzo di formaggio e un sorso di vino. Nulla di più sbagliato.
Abbiamo davanti un caso anomalo, una prova che nonostante abbia radici nel modello letterario svizzero e si serva di alcuni elementi canonici, riesce ad andare oltre, sperimentando, facendo della narrazione un gioco piacevole» scrive tra l'altro Andrea.

Una successiva conversazione su skype è diventata una video-intervista ospitata nel canale youtube di Andrea “Pennywise”. 

venerdì 29 aprile 2016

Festival dei Matti 2016

Ricevo e pubblico volentieri:




Festival dei Matti 2016
Settima Edizione
Nel nome degli altri

13-14-15 maggio
a Venezia

Teatrino di Palazzo Grassi
Isola di San Servolo
Auditorium Santa Margherita
Teatrino e parco Groggia



Produzione e organizzazione
Cooperativa Con-tatto e

In collaborazione con
Comune di Venezia,  Forum Salute Mentale, Marco Polo Book Store, mpg.cultura, Palazzo Grassi-Punta della Dogana, StopOPG, Università Ca’ Foscari di Venezia Pro Helvetia Venezia

Con il patrocinio di
Municipalità di Venezia-Murano-Burano

Si ringraziano per il sostegno
Al Nono Risorto, Camst, CGIL Veneto e Nazionale, Coop Allenza3.0, Fondazione Franca e Franco Basaglia, S. Servolo Servizi Metropolitani Venezia


Ci sono sevizie mascherate da giochi di prestigio, intenzioni di cura, di rimedio o precauzione. Sevizie contraffatte da parole patinate e gesti performanti che vorrebbero, senza riuscirci, far sparire la violenza che le abita.
I“matti”, in troppi luoghi ancora, subiscono sevizie come queste, insieme all’astuzia di tacerne e di metterli a tacere.
Dire "matto" è già spostare altrove. Un dire che dà corpo a una barriera, un qui e un là, un dentro e un fuori. Sono sempre ‘gli altri’ a contrapporre, a costruire muri, a tenersi la "ragione". Così il pericolo presunto torna indietro e le parti si rovesciano. Pericolosi alla fine sono “gli altri ‘ nel cui nome l’altro, il matto, si cancella. La settima edizione del Festival dei Matti, “Nel nome degli altri", intende raccontare tutto questo ovvero: le sopraffazioni, gli abusi, le contenzioni, l'esclusione sociale, la miseria indotta, insomma la persistente pericolosità dei "non devianti", in pace e in guerra, per chi è giudicato "matto", e dunque "altro" in un'attribuzione che è quasi sempre una sentenza.


Programma

Venerdì 13 maggio
Teatrino di Palazzo Grassi
ore  9.30
Inaugurazione del Festival
saluti istituzionali
Anna Poma Curatrice del Festival
Paola Mar, Assessora Turismo Comune di Venezia
Flavio Gregori Prorettore Università di Ca’ Foscari

 *
ore 10.00
Follie di Guerra
Marina Maruzzi incontra
Bruna Bianchi, storica docente all’Università di Ca’ Foscari
Gloria Nemec, docente e ricercatrice di storia sociale
Peppe Dell’Acqua, psichiatra, già Direttore del Dsm di Trieste, Direttore della Collana 180, edizione Allphabeta Verlag

*
ore 18.00
Notizie dall’esilio
Valentina Pedicini (documentarista e regista) incontra
Mariella Mehr (poetessa) e Anna Ruchat (traduttrice e scrittrice)

ore 21.00
Ognuno potrebbe
Anna Poma incontra
Michele Serra, giornalista e scrittore

***
Sabato 14 maggio
Isola di S. Servolo e
Auditorium Santa Margherita

Isola di S. Servolo
ore 10.00
Incontro nazionale del Forum di Salute Mentale

Sono previsti interventi di:
Franco Corleone commissario unico del Governo per le procedure necessarie al definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), Vito D’Anza, portavoce Forum Nazionale di Salute Mentale, Alberta Basaglia vicepresidente Fondazione Franca e Franco Basaglia, referenti regionali del Forum di Salute Mentale, cittadini, familiari, persone con esperienza, operatori

*
Auditorium Santa Margherita
ore 16.00
…E tu slegalo subito, parole, immagini e disegni a sostegno della campagna del Forum di Salute Mentale contro la contenzione nei luoghi di cura

Proiezione del film 87 ore. Gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni e delle immagini dai maestri di matita che hanno aderito alla campagna.
Ne discutono insieme a Pietro Del Soldà, giornalista e conduttore radiofonico
Stefano Cecconi comitato stopOpg nazionale, Giovanna Del Giudice, presidente Conferenza Basaglia, Peppe Dell’Acqua, direttore Collana 180, Grazia Serra, nipote di Francesco Mastrogiovanni, Fabio Visintin, fumettista

*
ore 18.00
L’invisibile ovunque
Marina Maruzzi e Anna Poma
incontrano
Wu Ming 2

*
ore 21.00
Crimini di pace
Marina Maruzzi incontra Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar e autore, tra l’altro, di L’altra parte del mondo, in uscita per Feltrinelli a maggio 2016, Pierpaolo Capovilla, musicista , attore e fondatore del Teatro degli Orrori

A seguire
ELETTROSHOCK
Reading da SUCCUBI E SUPPLIZI di Antonin Artaud
Paki Zennaro: tastiere, chitarra, campionamenti e diavolerie elettroniche.
Pierpaolo Capovilla: voce narrante, sussurri e grida.

Domenica 15 maggio
Teatrino e Parco Groggia
A pugni chiusi. Letture e scritture per resistere

ore 16.30
Derive.  Reading di Anna Toscano poetessa, scrittrice, e Mattia Berto, regista, attore, testi inediti di Barbara Buoso, scrittrice

*
ore 17.00
presentazione di libri con gli autori
Simona Vinci, La prima verità, Einaudi, 2016, ne discute con l’autrice Gianni Montieri, poeta e scrittore

Franco Rotelli L’istituzione inventata, collana 180, Alphabeta Verlag 2015

Alice Banfi, Giovanna Del Giudice, Pier Aldo Rovatti, Slegalo! (a cura di Anna Poma), Beccogiallo, 2016, ne discutono con gli autori Barbara Buoso e Anna Poma

*

ore 21.00
De la trasgressione. Intorno alla scuola medica salernitana
spettacolo teatrale 
Teatri di Popolo

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fatta eccezione per pièce teatrale De la trasgressione di domenica 15 (entrata 10 euro)
associazione MPG Cultura
www.mpgcultura.it, info@mpgcultura.it
Facebook: Mpg Cultura
Prenotazioni tel 329 8407362
a partire da giovedi 12 maggio (18–21).

***

I luoghi del Festival

Teatrino di Palazzo Grassi – Campo San Samuele, 3231 – Fermata Vaporetto: S. Samuele – Linea 2
Isola di San Servolo
Auditorium Santa Margherita
Teatro Groggia – Cannaregio, 3161 – Fermata Vaporetto: S. Alvise – Linee 4.1- 4.2 - 5.1 - 5.2

Info
www.festivaldeimatti.org
info@con-tattocooperativa.it
Tel. 3388603921
Pagina Facebook: 
https://www.facebook.com/pages/Festival-dei-Matti/295990083746291

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fatta eccezione per lo spettacolo teatrale De la trasgressione. Intorno alla scuola medica salernitana.
Biglietto unico: 10 euro

Contattare:
Associazione MPG Cultura
www.mpgcultura.it
Facebook: Mpg Cultura
Tel. 3298407362
Prenotazioni allo stesso numero da 3 giorni prima dello spettacolo dalle 18.00 alle 21.00


domenica 24 aprile 2016

Da Zibaldoni: "La veronica"

Riprendo una parte del pezzo - quasi un racconto - pubblicato di recente su "Zibaldoni e altre meraviglie". Il titolo è "La veronica", e il mio invito, come sempre, è di leggere il resto all'interno di quell'eccellente rivista.

Una sera, per dire, in palestra, durante il corso di GAG con cui cerco di frenare l’inesorabile declino fisico, vedo apparire un volto di santo barbuto sulla schiena di una signora davanti a me di qualche fila. Il sudore, cioè, le sta formando sulla canotta delle chiazze che riproducono nitidamente un volto maschile – gli occhi incavati, il taglio delle labbra e, attorno, la barba e lunghi boccoli. La comparsa di quella specie di veronica mi costringe a fermarmi per un momento.
Guardi, dico a una che sgambetta accanto a me.
Cosa?
Guardi!
Le indico la schiena chiazzata di sudore.
Quella? Non la conosco.
No, dico: guardi bene: non vede una faccia?
Vedo una schiena. Dai, su, non fermarti, che poi è peggio.
Non vede una faccia di santo?
Lei allora guarda meglio, strabuzza gli occhi.
Non ho i miei occhiali, ammette alla fine.
C’è una faccia di santo su quella schiena, dico.
Quale santo?
E che ne so? Un santo, comunque.
Di quelli con barba o senza?
Con barba.
Capelli?
Lunghi.
Mmm.
Lei strabuzza ancora gli occhi, poi prende coraggio e avanza fino alla signora con la faccia di santo sul dorso, la quale ignara di tutto continua a grondare e boccheggiare su e giù dallo step.
Non saprei, borbotta quando torna vicino a me.
Ci credo, dico io, le chiazze si stanno estendendo, non si vede più tanto bene.
Tutto quel movimento finisce per attirare l’attenzione di altre signore attorno.
Che succede? ci chiede una.
Lui ha visto una faccia di santo.
Dove?
Sulla schiena di quella là.
Quella quale?
Prima fila, seconda da destra.
Non la conosco.
Neanche io. Si è iscritta da poco.
Ora altre due o tre si concentrano su quella schiena.
Credo sia la cugina dell’insegnante di mio nipote. Matematica, o scienze.
Non fa la parrucchiera?
Non abita vicino a…
Ma la faccia, la vedete? insisto.
La faccia?
La faccia del santo!
La faccia… non saprei. Dovrei tenere su le lenti a contatto, ma qui ho paura di perderle, e…
Altre si fermano, guardano, chiedono informazioni alle vicine. Alla fine l’istruttrice smette di battere il tempo con le mani, allunga il collo verso di noi, e con un mezzo sorriso nervoso scende a vedere che cosa sta accadendo. A questo punto anche la signora che porta su di sé una faccia di santo si volta, e scopre di essere oggetto degli sguardi di quasi tutte.
Che c’è? ci chiede l’istruttrice, le mani sui fianchi come un personaggio di Goldoni.
Oh, nulla, cara, dice la tipa vicino a me. Questo giovanotto qui ha visto…
… Una faccia di un santo…
… sulla schiena di quella signora…
Sulla schiena mia? Una faccia di che cosa? Oddio…
La signora, come se si sentisse un grosso insetto camminare sul dorso, comincia a girare su se stessa, squittendo per l’agitazione, e con un braccio dietro le scapole e l’altro sopra una spalla cerca di scacciare l’intruso.
Aiuto, aiuto! strilla poi, mentre noi cerchiamo di rassicurarla.
Ma no, cara, non è niente, è…
… sarebbe…
… Un volto di un santo…
Forse, non dimenticatevi il forse…
… Il sudore, sai…
Lei si calma, finalmente, e quasi si accascia a terra.
Avevo capito uno di quegli insetti velenosi… dice tra le lacrime.
Ma no, ma no!

Tipo Testa di Morto, che so… Quelle cose lì, insomma… Dovrei chiedere al mio nipotino per essere più precisa… Sono brutte bestie, sapete…

http://www.zibaldoni.it/2016/04/05/la-veronica/