domenica 29 luglio 2012

"A gran giornate": l'opinione di Letizia

Finito già da giorni, a meno di ventiquattr'ore da quando lo avevo iniziato, non riuscivo a fermarmi. Gli ultimi capitoli sono talmente tanto privi di risposte a domande non formulate, che sembrano essere la risposta a tutte le domande. È stupendo.
Così mi scrive un'amica lettrice, Letizia, su facebook, a proposito di A gran giornate". La ringrazio anche qui.

sabato 28 luglio 2012

"A gran giornate": l'opinione di Raffaella Chanu

Copio una divertita email che l'amica Raffaella mi ha scritto dopo aver finito di leggere "A gran giornate":
Grazie per i piacevolissimi momenti che mi ha donato il tuo libro. 
Ti prego, toglimi una curiosità: la frequenza con cui compaiono coniche, reali o figurate - o termini derivati dai loro nomi - ha un significato simbolico? (Azzardo: le sezioni - numerate - del libro stanno al mondo narrato come le sezioni di Apollonio al doppio cono?). Il getto a "iperbole perfetta", anziché la banale parabola, rispecchia una modifica del mondo fisico o della dinamica soggetto interpretazione rappresentazione? Mi ha suggerito un affascinante (e inquietante) percorso da Galileo a Lacan.
Io, naturalmente, ringrazio di cuore Raffaella, anche se non sono in grado di dare alcuna risposta alle sue domande.

"A gran giornate": l'opinione di Giorgio Vigna

Mi ha scritto tra le altre cose l'amico Giorgio Vigna a proposito di "A gran giornate": 
Quello che ho trovato leggendoti - risate, inquietudine, frasi da sottolineare, curiosità per la vicenda, personaggi memorabili, più livelli di lettura e uno di quei finali che ti fa chiudere il libro con un sorriso soddisfatto e meditabondo - è ciò che io chiamo letteratura.

venerdì 27 luglio 2012

"A gran giornate": l'opinione di Giorgio Bàrberi Squarotti

"È davvero un'opera originalissima e mirabile, con un inizio clamoroso e stupefatto; ma continui sono le invenzioni, gli stupori, i giochi, le metamorfosi. C'è nel fondo una sottile inquietudine che si fa più acuta a mano a mano che la vicenda va avanti". Così mi scrive tra le altre cose Giorgio Bàrberi Squarotti, in una lettera che mi è particolarmente cara, a proposito di "A gran giornate". Bàrberi Squarotti parla anche di "scatti notevoli di terrore e di angoscia, fino al viaggio finale che via via si solleva fino alla visionarietà e alla metafisica".
Non resisto alla tentazione di rendere pubbliche queste righe.

martedì 24 luglio 2012

"A gran giornate": le prime presentazioni

Qualche foto dai primi incontri dedicati al mio quinto romanzo. Le prime immagini risalgono al primo giugno: in quella serata, ospitata al Brancaleone di Roma, intitolata "Parentele fantastiche" e dedicata al tema dell'indipendenza, ho letto un paio di pagine da "A gran giornate", non ancora uscito, abbinandole a un frammento dal Satyricon di Petronio. La serata è stata trasmessa in diretta su Radio Popolare.
 Gli altri lettori erano Fabio Donalisio, Paolo Morelli, che aveva organizzato la serata, Massimo Baroni, Fabio Ciriachi, Carlo Bordini.


Il 17 luglio ho presentato "A gran giornate" ad Arvier (Ao), nel primo incontro della rassegna I Martedì letterari, a cura della Biblioteca Comunale. Accanto a me, Nathalie Dorigato.




Il 20 luglio, Stéphanie Hochet e io abbiamo dialogato sui nostri due romanzi, "Les éphémérides" e appunto "A gran giornate", presso il Café Librarie di piazza Roncas ad Aosta.

lunedì 23 luglio 2012

"A gran giornate" sulla stampa locale


Comincio a leggere, sulla stampa locale, qualche articolo su “A gran giornate”, che oggi su “Gazzetta Matin” Stefania Celesia, accennando all’incontro del 4 agosto a Cogne, definisce “un inquietante romanzo picaresco”.  Di “una svolta in senso divertente e divertito, tra il picaresco e l’avventuroso… con situazioni al limite del paradossale” parla anche (e invece) Corrado Ferrarese su “La Vallée Notizie” del 21 luglio (sto andando a ritroso, chissà perché); “una metafora di questi tempi di assoluta incertezza che vede protagonisti, come in una sorta di proiezione delle nostre tribolate esistenze, figure che cercano di delineare un proprio spazio all’interno di ambienti ostili”.
“Racconti di vita contemporanea che, a poco a poco, assumono tratti sempre più surreali”: così è presentato “A gran giornate” su “La Stampa” del 17 luglio in un articolo siglato D. J. sui Martedì letterari ad Arvier. In un pezzo a proposito dello stesso ciclo di eventi, su “La Vallée Notizie” del 14 luglio Nathalie Dorigato scrive: “Una divertente epopea degli umili… ricostruita come un moderno Satyricon, a frammenti di capitoli che giocano a nascondino con le emozioni dei personaggi. Autocitazioni, ammiccamenti alla letteratura punzecchiano il lettore di questo romanzo vivido di dialoghi”.

"A gran giornate": l'opinione di Roberto Sturm

Qualche giorno fa, sulla pagina del gruppo facebook ViL, Vita in Lettere, Roberto Sturm ("Uomini di riviera", Pequod Italic 2012, è il suo ultimo libro) ha scritto su "A gran giornate" qualche riga che riprendo volentieri qui:


Due parole su "A gran giornate", di Claudio Morandini, finito oggi in treno nel viaggio di ritorno da Bologna. Irriverente, allegorico, parossistico, ironico, sarcastico, caustico. E (anche) beckettiano nei dialoghi. Uno degli autori più versatili che ci sono oggi in Italia. Complimenti sinceri, Claudio.


Grazie, Roberto!

sabato 14 luglio 2012

"A gran giornate": altri ringraziamenti


Ci sono altri amici da ringraziare, per “A gran giornate”, oltre a Marco Nardini e lo staff delle Edizioni La Linea: per esempio Guido Conterio, con cui da anni mi confronto su scrittura e letteratura (il mio quinto romanzo, en passant, presenta alcune intense sintonie di temi e stile con i suoi libri);  Stéphanie Hochet, che con i suoi romanzi ha sempre offerto un modello di libertà e di rigore; naturalmente Fabiana Piersanti, una travolgente animatrice culturale, oltre che un’amica di gusto raro; o ancora, Riccardo Mantelli, le cui derive e voraci esplorazioni degli spazi (oltre a qualche briciola aneddotica) hanno influito sull’impianto del romanzo; e anche Luca Dipierro, un altro artista con il cui mondo immaginario sento affinità sin dai tempi di “Nora e le ombre”, per cui Luca aveva creato un bellissimo video (oggi Luca sta lavorando a un nuovo piccolo video animato, traendo ispirazione da personaggi e situazioni di “A gran giornate”); e Marilisa, che è la mia prima lettrice, sempre.

giovedì 12 luglio 2012

"A gran giornate": si parte!


E così, i personaggi di “A gran giornate” muovono i primi passi nel mondo reale (diciamo tra gli scaffali delle librerie), dopo aver vagato fino a perdersi nel mondo immaginario che a poco a poco in questi anni è andato formandosi attorno a loro: Marius Duprez, Franchino Spaventa, Ollssen, Onorato Casamagna, Tullio Semenzani, Nathan e pure gli altri che compaiono qua e là e si perdono prima di arrivare alla fine (come Gabriele Angous, come Nora Musetti…). La loro deriva, che doveva essere rapida (spero lo sia ancora, per il lettore), l’ho vissuta decine di volte, in questi anni e soprattutto in questi ultimi mesi, a ogni rilettura, a ogni revisione, sempre al ralenti, come esige la cura della forma.
Non mi resta che augurare loro buona fortuna, e qualche ora di piacevolezza a chi vorrà interessarsi alle loro avventure di picari ciabattoni.
E visto che ci siamo, ringrazio Marco Nardini, che prima da agente e poi da editore ha creduto in “A gran giornate” e, con grande competenza e infinita pazienza, ha risolto insieme con me i punti critici; gli altri amici delle Edizioni La Linea, Isabella De Ponti, Andrea Ghezzi e Alessandro Menon; e chi, prima della stampa, ha avuto tra le mani il libro e ne ha isolate le magagne residue (tra i redattori voglio citare Grazia Perugini, con cui avevo già lavorato assai bene ai tempi de “Le larve”). 

lunedì 9 luglio 2012

"A gran giornate": la lettura di Guido Conterio

Tengo particolarmente al giudizio di un lettore (e di un amico) come Guido Conterio, autore attentissimo al valore della scrittura e dello stile (leggetevi o rileggetevi il suo più recente romanzo, "Incanto e guarigione", pubblicato l'anno scorso da Manni). Ieri Guido mi ha fatto avere queste righe, a proposito del mio "A gran giornate":


Il risultato del tuo lavorio sul testo, di snellimento non meno geometrico che espressivo, è una bevibilissima partitura dai pentagrammi gioiosamente scompigliati, graffiata da assoli lunatici e stranianti, rotta dalle risate all'unisono di autore e lettore; la quale, più spesso e con più successo che in ogni altra prova precedente, ti pone nelle condizioni ideali per scatenare le armi predilette: ironia indefettibile, cocente dissacrazione, volgarità mai volgare perché sorretta da vera grazia di scrittura; ma soprattutto senso dei "tempi" umoristici da commediografo navigato.
Lascio volentieri ad altri una puntuale esegesi, certo possibile, se non doverosa, degli eventuali risvolti allegorici. Come dinanzi a un fuoco d'artificio, o a certi film di Fellini, seguendo un consiglio dello stesso Fellini, ho preferito godere dello spettacolo in sé, lasciandogli libertà.

lunedì 2 luglio 2012

"Dalla nonna" da oggi su Cinque Capitoli


Su http://www.cinquecapitoli.it/, da oggi fino a venerdì, si può leggere il mio racconto "Dalla nonna" in una nuova versione (probabilmente definitiva) e secondo la suddivisione appunto in cinque parti corrispondenti ai giorni lavorativi della settimana. Il racconto è così presentato dalla redazione: "Le vacanze estive dalla nonna possono essere un’ottima occasione per scoprire il lato più scuro di una vecchina tutto sommato rispettabile. Tra insetti in giro liberi per casa, e insospettabili cacce notturne, la nonna si rivela tutt’altro che innocua e inoffensiva". 
Ero già stato ospite di questo bel contenitore di storie l'anno scorso, grazie a Maria Grazia Piemontese, con il racconto "Verso il lago", e sono lieto di poterci tornare proprio nei giorni dell'uscita del nuovo romanzo.  
Estraggo un paio di capoversi dal primo capitolo e invito a leggere il resto giorno per giorno su http://www.cinquecapitoli.it/.

La nonna viveva da sola, e si teneva compagnia borbottando tra sé. Usciva a ore insolite, la mattina presto o sotto il sole del primo pomeriggio, e si perdeva in lunghi giri tra i campi, da cui tornava con le sporte cariche di erbe, funghi, uova d’uccello, lumache. Non mi voleva con sé, quando usciva, memore delle raccomandazioni dei miei: mi chiudeva allora a chiave dentro la casa piena di odori, dopo avermi salutato in fretta, come se avesse avuto un appuntamento misterioso.
Attraverso le feritoie degli scuri la osservavo allontanarsi tra i prati, accucciarsi ogni tanto a raccogliere una cicoria, a rovistare tra l’erba più alta di lei in cerca di radici, finché non spariva alla vista. Talvolta litigava con altre donne già intente a spigolare cicorie, e le scacciava a grandi gesti teatrali, che mi ricordavano lo sbattere d’ali delle cornacchie quando vogliono allontanare dal cibo altri uccelli. Quelle donne si facevano da parte quasi subito, proprio come fanno gli uccelli, e rimanevano distanti a guardarla e a dirle male parole, mentre lei raccoglieva quanto le serviva, indifferente. Qualcuna, più coraggiosa, le lanciava addosso un sassolino, o un mazzetto di erbacce.